Ho inviato candidatura e dopo una settimana ricevo feedback positivo e possibilità di fissare subito un primo colloquio in video call, della durata di 30 minuti - che si sono rivelati poi anche 40/45 minuti circa-.
Il colloquio è stato davvero molto piacevole ed il recruiter è stato davvero gentile, molto attento, molto disponibile a rendere l’esperienza del colloquio estremante piacevole.
Domande di carattere generale, trattandosi di un’internship, pertanto si trattava di domande motivazionali, domande incentrate sul percorso formativo e con focus particolare su un master da me seguito, master full time in Human Resources fatto con una delle più importanti Business School. Una domanda in inglese su punti di forza e di debolezza. Tuttavia, sebbene il mio sollecito di avere un feedback, dopo che erano trascorse diverse settimane dal primo colloquio, mi è stato comunicato e risposto che mi avrebbero fatto sapere presto. Ghosting totale, mostrando chiaramente i retaggi di un processo di recruiting che, ancora oggi, viene posto in essere (peraltro dagli stessi HR, che dovrebbero invece essere artefici di un cambiamento, più che mai in questo momento). Dopo mesi, mi viene inviata un’e-mail automatica nella quale si diceva che stavano continuando la ricerca con altri candidati e che erano spiacenti del tempo e degli sforzi che avessi impiegato, ma che la selezione non era andata a buon fine. Un’e-mail automatica, dopo mesi e dopo che era stato inviato loro un sollecito da parte mia nel capire se si potesse procedere con il secondo step (esito positivo) o se l’esito del colloquio fosse negativo. L’invio di un’e-mail automatica, poi, è stata la conferma di quanto obsoleto e poco trasparente fosse l’iter di selezione, specialmente esasperando questo limbo misto a “ghosting” tra il primo step e il secondo colloquio. Magari, per il futuro, sarebbe auspicabile ricevere un feedback più tempestivo, anche in caso di esito negativo immediato.
Ci sono i modi e i mezzi per farlo, basta davvero la volontà di stravolgere vecchi schemi del recruiting ormai obsoleti. Magari, per il futuro, sarebbe auspicabile ricevere un feedback più tempestivo, anche in caso di esito negativo immediato.
Ci sono i modi e i mezzi per farlo, basta davvero la volontà di stravolgere vecchi schemi del recruiting ormai obsoleti. Magari, per il futuro, sarebbe auspicabile ricevere un feedback più tempestivo, anche in caso di esito negativo immediato.
Ci sono i modi e i mezzi per farlo, basta davvero la volontà di stravolgere vecchi schemi del recruiting ormai obsoleti. Inoltre, per trasparenza e in considerazione del lungo lasso di tempo trascorso, sarebbe stata fortemente gradita una motivazione specifica per la quale il processo di selezione non è andato a buon fine.
Questo avrebbe permesso di avere contezza di un contatto più umano, di un’esperienza corretta e che comunque avrebbe lasciato un segno positivo, nonostante la possibilità di non essere stati selezionati.
Questo divario enorme tra un primo e un secondo step, seguito da ghosting, crea davvero non poca confusione.
Potrebbero essere riviste e chiarite le tempistiche e le modalità di comunicazione relative agli aggiornamenti del processo di selezione per garantire maggiore trasparenza e un'esperienza più positiva ai candidati (anche per chi non è selezionato, ma rimarrebbe un “ricordo positivo” che darebbe il via ad una considerazione fortemente positiva della realtà aziendale, anche per chi non vi è all’interno). Lavorare in un’azienda in cui vengono a mancare le fondamenta di trasparenza e correttezza fin dall’inizio non è uno dei migliori presupposti per iniziare bene.